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giovedì 21 maggio 2015

A zio Sante


Uomo di pinze e fiamme, di silenzi e parole non dette. non manca mai il sorriso come un taglio poco curvato ma profondo. Un uomo meravigliosamente semplice, così ricco dentro, così eterni i movimenti delle sue dita sull'oro...





Eravamo in tanti in quella gioielleria, lavoravamo come in catena di montaggio, ogni uno di noi componeva un pezzo. quel giorno arrivò un Americano con il cappello e voleva quei due pavoni tempestati di diamanti, per una scena di "Colazione da Tiffany"
io mi occupai delle code incastonando quei grandi diamanti sorretti da esili bacchette d'oro bianco.
erano gli anni 50 e io ero così giovane, ci porto tutti a cena, io e i miei colleghi, fu così cordiale.
"Erano tanti anni fa!"
A volte dimentica le cose, forse non l'ha mai raccontato a nessuno. Zio Sante lavora in un piccolo rifugio sotto la sua casa, solo lui vi trova le cose, ma dimentica di avere troppo da dire, e poi è così bello, "tenersi le cose dentro e ridersene", non serve raccontarle per trasmetterle, forse basta emanarle.
Ha sempre avuto un aria così meravigliosa pura e giovane, un uomo eterno, un orafo per passione. 






Non dimenticate la vostra passione, se non vi piace raccontarla forse è meglio così.





I segreti sono "da pochi", come "le passioni"




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